Archivio di luglio 2011

E con i fiori…


“… che ci faccio?”
Mi chiede Barbara mentre raccogliamo zucchine nel “mio” “nuovo” orto alla casa sul lago (che, per inciso, abbiamo dovuto lasciare ai legittimi proprietari rientrati dalle vacanze, sigh).
“Davvero, non so cosa farci, di solito non li raccolgo nemmeno.”

Allora, prima di tutto li puoi fare fritti, velocissimi e deliziosi anche se non proprio healty. Per me hanno il sapore dell’infanzia, me li preparava spesso la mia nonna.
Li prendi, togli il pistillo centrale, li lavi e poi asciughi bene, li passi nell’uovo leggermente sbattuto, poi nel pangrattato (meglio ancora in un mix di pangrattato e gomasio) e li fai friggere in poco olio molto caldo. Quando sono croccanti li metti su un foglio di carta assorbente per togliere l’olio in eccesso e li servi caldissimi. Una delizia, ho sempre pensato che la gente i fiori di zucchina li preparasse quasi soltanto così.

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Zucchine gratinate con granella di nocciola


In queste settimane l’orto produce quantità industriali di zucchine, e chiunque abbia un orto lo sa.
Non che io abbia un orto, vivo in appartamento (purtroppo!), ma in questi giorni ho la fortuna di abitare in una bellissima casa sul lago, se volete avere un’idea di quello che si vede dalla terrazza verso il tramonto, guardate l’ultima foto di questo post.

E qui l’orto c’è, e il clima solepioggiasole di questi giorni sta provocando una crescita spropositata di verdura, soprattutto zucchine… mi sa che ve le propinerò in tutte le salse!
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Autoproduzione


Quando uno inizia a pensare al consumo critico, comincia anche a farsi un sacco di menate. Beh, io me le faccio un po’ per tutto, ma in questo caso è lecito, anzi è d’obbligo: il consumo critico infatti nasce con la consapevolezza.
Credo che uno dei problemi principali di questa società sia che non abbiamo più consapevolezza dei nostri gesti, che non ci chiediamo più che cosa viene prima, e che cosa verrà dopo.
Esempio: vado al supermercato e compro una vaschetta di lasagne. Un gesto semplice, mi sto solo comprando il pranzo. Ma quanti di noi si fermano un attimo a pensare a come è stato coltivato il grano usato per la sfoglia, su quale terra, quali agenti chimici ci hanno messo (e quindi ha ancora al suo interno), che impatto ha avuto su quel terreno… e l’animale che hanno usato per il ragù? In che condizioni è cresciuto e vissuto, cosa ha mangiato e come è stato ucciso? E i pomodori, le carote, il sedano?
E se tutti da oggi comprassero la lasagna monoporzione in vaschetta di plastica, come impatterebbe questo gesto sulla produzione già sconfinata di rifiuti che ogni giorno generiamo?
Si compra la lasagna sperando che sia buona, finisce lì.
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