Autoproduzione

Autoproduzione


Quando uno inizia a pensare al consumo critico, comincia anche a farsi un sacco di menate. Beh, io me le faccio un po’ per tutto, ma in questo caso è lecito, anzi è d’obbligo: il consumo critico infatti nasce con la consapevolezza.
Credo che uno dei problemi principali di questa società sia che non abbiamo più consapevolezza dei nostri gesti, che non ci chiediamo più che cosa viene prima, e che cosa verrà dopo.
Esempio: vado al supermercato e compro una vaschetta di lasagne. Un gesto semplice, mi sto solo comprando il pranzo. Ma quanti di noi si fermano un attimo a pensare a come è stato coltivato il grano usato per la sfoglia, su quale terra, quali agenti chimici ci hanno messo (e quindi ha ancora al suo interno), che impatto ha avuto su quel terreno… e l’animale che hanno usato per il ragù? In che condizioni è cresciuto e vissuto, cosa ha mangiato e come è stato ucciso? E i pomodori, le carote, il sedano?
E se tutti da oggi comprassero la lasagna monoporzione in vaschetta di plastica, come impatterebbe questo gesto sulla produzione già sconfinata di rifiuti che ogni giorno generiamo?
Si compra la lasagna sperando che sia buona, finisce lì.

Pensare a tutto ciò è solo il primo passo, e se siete arrivati qui probabilmente ci avete già pensato, ma fermarsi lì significa solo farsi prendere dai sensi di colpa e non è quello che vogliamo, il cibo può anche avvelenarci, ma i cattivi pensieri di più. Credo che uno dei modi più efficaci per uscire da questa logica sia l’autoproduzione.
Il concetto è trattato in maniera magistrale nella Decrescita felice, uno di quei libri in cui ho ritrovato cose che già pensavo, ma documentate, approfondite, e spiegate come io non avrei mai saputo fare. Se non l’avete ancora letto… cosa aspettate?? Vi apre la mente.
Autoproduzione, dicevamo. Ripensiamo alla lasagna. Ci riflettiamo un attimo e ci rendiamo subito conto che l’autoproduzione totale non è possibile (forse però è il caso di limitare i cibi elaborati come le lasagne? questo magari sì!): è evidente infatti che nessuno di noi può mettersi a coltivare grano, allevare galline per avere le uova, una mucca per il ragù e una per il latte della besciamella, pomodori, carote, sedano… impossibile.
Quello che si può fare nella pratica, però, è innanzitutto cucinarsi la lasagna in casa, e farlo utilizzando materie prime acquistate direttamente dai produttori, quindi a filiera cortissima.
Se compro tutto ciò che utilizzo direttamente da un fornitore locale, limito immensamente l’impatto sull’ambiente (e non devo smaltire la vaschetta di plastica), ho la possibilità di scegliere di usare alimenti biologici (trovatela, voi, una lasagna fresca biologica già fatta!) e imparo a cucinare una ricetta nuova :)
Ovviamente lascio al vostro buonsenso il fatto di non comprare tutte le materie prime in confezioncine piccole di cui poi ci sono da smaltire tutti i rifiuti ;)

Tutto ciò per dire che non è pensabile rivoluzionare il proprio modo di acquistare da un giorno all’altro, ma l’importante è fare piccoli passi in quella direzione. Ogni piatto cucinato in casa invece che comprato già pronto è un piccolo passo verso l’autoproduzione, e da questo punto di vista tutti i blog e i libri di cucina sono uno spunto in questo senso, ma in questa sezione vorrei raccogliere ciò che ricade sotto la categoria di autoproduzione in senso più stretto, ovvero: ciò che in genere quasi tutti acquistano già fatto, e che qualcuno invece si produce in casa.
Quindi dado, yogurt, pane, seitan, conserve, marmellate, perché no anche il detersivo e il sapone. E per questo mi serve il vostro aiuto (guardacaso…), perché io queste cose non le so fare, o almeno non tutte!
Ho pensato di fare così: voi mi mandate le vostre ricette di autoproduzione, io le provo, le fotografo, ne scrivo un post e li riuniamo tutti qui sotto, in questa sezione. Mi sembra una bella occasione per far sapere alla gente che un altro modo è possibile.
Allora via ai commenti!!

Inauguro questa sezione con un consiglio, perché ci sta tutto: se siete consumatori di succhi di frutta (ma anche se non lo siete…), fatevi un regalo: compratevi una centrifuga.
Da noi è arrivata in famiglia l’inverno passato. Ci è arrivata perché anni e anni fa, in una vacanza in Val Badia, soggiornai in un albergo meraviglioso (che faceva autoproduzione perché mettevano in menù le verdurine del proprio orto) e ricordo distintamente che a colazione, insieme a un’immensità di altre bontà genuine, era possibile chiedere del centrifugato di mela. Andavano in cucina, si sentiva lo ssssccccc della centrifuga e tornavano con questo succo fantastico, dal sapore freschissimo e pieno. Sono passati tanti anni e chissà perché qualche mese fa ho deciso che quell’aggeggio doveva entrare in casa nostra, che quel sapore lo volevo di nuovo sperimentare. Da allora ogni mattina si inizia con un bel centrifugato: quest’inverno mele, pere, arance, mandarini, kiwi e carote combinati in vari modi.
Mentre quello della foto è un centrifugato di pesche, con una piccola aggiunta di ciliegia. La ciliegia forse non vale la pena, ma la pesca è una delizia, fa un succo densissimo, un po’ come uno smoothie… mmmmhhh.

2 Commenti a “Autoproduzione”

  • Tiziana scrive:

    Cara Elisa,
    è da un pò che mi frulla in testa l’idea di acquistare una centrifuga e credo che adesso lo farò, in fondo il mio pasto preferito è prorpio la colazione, che amo fare seduta e in tranquillità, magari guardando il giardino.
    Ma soprattutto ogni volta che leggo il tuo blog mi chiedo: perchè non ti dai anche alla scrittura. Io penso che sei bravissima, leggendoti si percepisce tutto l’entusiasmo e la passione e riesci a trasmetterla. Non è cosa da poco e a non a tutti riesce!
    Grazie per i buoni consigli.
    Alla prossima!
    Ciao
    Tiziana

  • elisa scrive:

    Grazie Tiziana, commenti come il tuo fanno tantissimo piacere!
    In effetti la scrittura è un’altra delle mie passioni, e il blog è per me anche un modo per raggrupparle e conciliarle: cucina, fotografia, scrittura, consumo critico… insomma questa cosa mi piace proprio e se il mio entusiasmo traspare, non posso che esserne felice :)

    L’acquisto della centriufuga te lo consiglio al 100%, noi la usiamo tantissimo! Poi mi saprai dire…

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