Archivio di novembre 2011

Il pain d’épices della Sissi


Il Bazar di Natale di cui vi parlavo è finito, è tornata la pace :)
Oggi, per una volta, lascio la parola a qualcun altro: è Sissi, che vi racconta del suo pain d’épices, e io non mi sento di aggiungere o cambiare nulla.
A me questo “post” l’ha letto lei, mentre andavamo in macchina, e mentre lo rileggo lo risento nella mia mente con il suo accento francese, che mi piace tanto.

“Com’è nata l’idea del pain d’épices? Difficile da spiegare perché alla base è un’emozione, un sentimento che si è svillupato dentro di me dalla mia più tenera infanzia.
Quando sento il dolce profumo del pain d’épices sento la reminiscenza della mia casa a Macornay, in Francia, casa in cui sono cresciuta con miei genitori e miei due fratelli. Mi ricorda i pomeriggi invernali passati a giocare nella neve con loro, e poi tutti e tre seduti a tavola con una tazza di cioccolata calda o di tè e una bella fetta di pain d’épices. I profumi di spezie sono sinonimi di felicità, di gioia di vivere senza pensieri, come giustamente ci si sente da bambino, di uniticità della famiglia. Non che ora non siamo uniti, anzi, ma allora si viveva tutti sotto lo stesso tetto. Ora c’è la distanza tra noi e a volte vorrei poter prendere la macchina e raggiungerli senza dover fare 450km! Leggi il resto di questo articolo »

I biscotti che si credevano bottoni


Qui i preparativi fervono, l’argomento è Bazar di Natale della scuola di Ale, il mio grande.
E le ricette sono: biscotti!!
Saranno tanti tipi diversi, in sacchettini carini, spero proprio che chi passerà di lì li apprezzerà (per chi è in zona: a Varese il 26 e 27 Novembre, scuola Steiner).
Quindi in questi giorni verrete subissati di ricette di biscotti.
Pensavo di realizzarne 3 tipi, ma come al solito quando pianifico qualcosa,  poi si insinua quella parte di me che dice: ma no, questi li hai già provati, perché non fai anche qualcosa di nuovo?? E poi incappo in questo post di Cobrizo, e penso che quei biscotti non posso non provarli (almeno nella forma, perché di ricetta ne ho usata un’altra).

Però partiamo dall’inizio, perché in questo post voglio parlarvi anche di altro:  in questi giorni il mondo del foodblogging si è mobilitato dando prova di un grandissimo spirito di solidarietà verso due amiche, Chiara e Claudia, che a luglio erano riuscite a coronare il loro sogno di aprire un ristorantino a Genova. Leggi il resto di questo articolo »

Il condizionamento e la torta alle nocciole


Ho appena finito di leggere Il mondo nuovo di Aldous Huxley. O meglio ri-leggere, perché l’avevo già letto ai tempi del liceo.
Un po’ meno famoso di 1984 di Orwell, dipinge una società completamente controllata da un governo di “coordinatori mondiali”. Ma mentre in 1984, il controllo avviene con mezzi coercitivi e violenti, nel mondo nuovo, avviene soprattutto attraverso il condizionamento (ho trovato anche una vignetta molto carina che mette a confronto i due romanzi).
Ogni singolo individuo è condizionato fin da piccolissimo ad amare ciò che è necessario che ami (il proprio lavoro, la propria posizione sociale, gli acquisti che è bene che faccia per far funzionare la società consumistica) e a disprezzare ciò che non fa parte della sua vita, per esempio gli individui delle altre “caste”.
Il condizionamento è il perno su cui l’intera società si basa e avviene in molteplici e svariati  modi, soprattutto associando esperienze gioiose e positive a tutto ciò a cui è legato il proprio destino in società, ed esperienze spiacevoli e talvolta terrificanti a tutto ciò che bisogna considerare estraneo. Cosa c’entra tutto questo con la torta alle nocciole, vi chiederete? Leggi il resto di questo articolo »