Archivio di dicembre 2011

Buon 2012 e il tiramisù


Il tiramisù per me è indissolubilmente legato ad un ricordo: me ragazzina, in vacanza insieme agli amici, io che decido di fare il tiramisù per tutti.
È uno dei primi dolci che ho imparato a cucinare e ai tempi era uno dei miei preferiti. Mi metto lì, monto i bianchi delle uova e li metto da parte, poi faccio andare i tuorli con lo zucchero, aggiungo il mascarpone, il brandy, faccio per incorporare i chiari montati a neve e… arriva lei, la formaggia.
La crema, che fino a quel punto era appunto molto cremosa e dall’aspetto invitante e vellutato, si trasforma in una pappetta orribile un po’ cagliata, da allora e per sempre denominata formaggia. Non resta altro che buttare tutto. Leggi il resto di questo articolo »

I quadrotti Linzer


Dev’essere che in questo periodo ho voglia di raccogliere sfide culinarie, di cucinare qualcosa che mi sembra difficile. Questa, appena l’ho vista, ho pensato subito di riprodurla, e avendo tutti gli ingredienti in casa mi sono messa all’opera.
In sostanza si tratta di fare due “fogli” di una pasta simile alla frolla, di cospargerne uno (quello che starà sotto) di marmellata e di ritagliare delle forme in quello che invece andrà sopra, che dovrà poi essere appoggiato sul sotto. E qui viene il bello: come faccio a trasferire la parte sopra su quella sotto senza fare un disastro?

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Minestra di mais e finocchi


Da tempo ero alla ricerca di qualcuno che mi insegnasse a cucinare i cereali integrali.
So che dovrebbero essere alla base dell’alimentazione umana, che sono sani, che possono essere molto gustosi, e la mia dispensa ne è piena. Ma cucinarli bene, beh, no, quella è un’altra storia.
Ogni tanto li cuocevo semplicemente abbinandoli alle verdure, ma il risultato non era un granché.

Poi la scorsa primavera mi è capitato in mano per caso (casomai qualcuno pensasse ancora che il caso esiste ;)) un volantino di un corso di cucina tenuto in un’azienda agricola biodinamica: l’alimentazione e i temperamenti umani.
E quella persona è arrivata: si chiama Emma Graf.
Da lei e da suo marito Alfred mi sono sentita coccolata, mi hanno divertita, mi hanno colpita con la loro conoscenza e la loro umiltà, connubio che è così difficile trovare ai giorni nostri, e infatti a volte mi sono sembrate persone di un’altra generazione, nel senso più buono che possa esistere. Leggi il resto di questo articolo »

14 dicembre: #leaveamessage


Due post in un solo giorno?
Strano per i miei standard, sarà mica che i figli mi stiano lasciando un po’ troppo tempo libero?
No, non scherziamo. Il tempo me lo ritaglio come le tesserine di un mosaico, tra una poppata e una gara di Hotwheels nel giro della morte… ma di questa iniziativa dovevo parlare perché mi piace troppo, e mi piace troppo chi l’ha proposta, ovvero Chiara di Macheddavvero.
L’ho “conosciuta” qualche mese fa tramite il suo libro, Quello che le mamme non dicono, che ho letto appena avuto il mio secondo bimbo, e ho trovato divertente e leggero, cosa di cui avevo proprio bisogno.
Qualche giorno fa ha lanciato un’iniziativa davvero carina, si tratta di scrivere un bigliettino con una frase positiva, carina, incoraggiante o divertente e lasciarlo in un luogo in cui ha un’altissima probabilità di essere ritrovato. Tutto ciò deve avvenire il 14 di dicembre, dopodomani.
So di non avere moltissimi lettori, ma mi fa piacere contribuire a diffondere l’idea, è un bel modo per spargere energia positiva, che di questi tempi ce n’è bisogno più che mai.

Tutti i dettagli qui, dai dai, pensate e scrivete, e fate sorridere uno sconosciuto! :)

 

Elisa – rombi alle nocciole…


… 1 – 0, palla al centro :)

Sì, perché far venire questi biscotti come volevo è stata dura.
Sono uno dei cavalli di battaglia del Miche, uno dei miei migliori amici, che ogni tanto, quando ci si trova in compagnia, arriva con i suoi rombi alle nocciole… e io schiattavo d’invidia.
Fino a pochi giorni fa.
Poi mi sono detta: ok, hai provato a farli una volta, una decina d’anni fa, ed è stato un completo fallimento, ma in 10 anni sarà pur cambiato qualcosa, no? Avrai pur imparato a cucinare un po’ meglio, no? No.
O forse sì, ma di sicuro ho imparato che la perseveranza paga (poi me lo dimentico spesso, eh, di solito sono più per il “se non vengono bene non fanno per me, in fondo forse era destino così, incontrerò biscotti migliori sul mio cammino :)).
Quindi la prima volta non è stata idilliaca, e nemmeno la seconda, diciamo che alla quarta finalmente sono riuscita a ottenere quello che volevo.
Nella ricetta vi elencherò tutti gli errori da non fare, perché credo di averli fatti proprio tutti.
Ma una volta che vi vengono bene, questi biscotti sono uno spettacolo.

Ah, questo post è dedicato a mia cugina Cinzia, Regina Incontrastata del Biscotto Natalizio: spero che il prossimo anno questi biscotti entreranno a far parte delle tue meravigliose creazioni. Leggi il resto di questo articolo »