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Di vecchi paioli e di nuovi siti

Manco da questo blog da un po’.
Non che abbia smesso di cucinare, e nemmeno di fotografare quello che cucino, ma ho smesso di avere il tempo per tradurre il tutto in post… in realtà ho smesso di avere tempo. Punto.
E questo perché sono stata totalmente assorbita da un progetto, a cui ho lavorato negli ultimi mesi ma soprattutto, intensamente, nelle ultime settimane.

Questo progetto si chiama cose(in)utili, ed è un sito di baratto.

Che vi devo dire? Per me, che l’ho realizzato, è fantastico. Ma io sono di parte :)
Traduce in realtà tutto quello in cui credo: la decrescita, il risparmio delle risorse, il riutilizzo, la poesia di ridare nuova vita ad oggetti dimenticati.
E anche quella di conoscersi di più e di scambiarsi tempo e saperi, perché è anche una banca del tempo.
Ha un unico difetto, ma è un difetto transitorio (si spera!): è quasi vuoto. Perché ancora non lo conosce quasi nessuno, solo pochi intimi, gli amici, non l’ho nemmeno ancora “presentato” al mio GAS.
E allora lancio un appello, a te che passi di qui: riempiamolo!! Mettiamo annunci, facciamo circolare ciò che non ci serve più!
E se tu che passi vorrai lasciarmi un commento su cosa ne pensi, la riterrò davvero una cosa preziosa :)

La storia del paiolo che si intravede qui sopra è in questo post.
La polentina di grano saraceno, le verdure e la ricotta tagliata a cubetti e saltata in padella non erano veramente degni di nota, ma facciamo finta di niente ;)

Detox

 

-  Buongiorno, mi chiamo Elisa e faccio parte di un GAS
(in coro) Buongiorno Elisa
-  Oggi sono 3 mesi e 4 giorni che non entro in un supermercato
Brava!! (applausi) Brava… (sguardi di ammirazione)

Scherzo, ovviamente, ma da quando faccio parte di un GAS, al supermercato ci vado sempre di meno, e conto di arrivare ad evitarlo, fra un po’.

Sì, perché credo che il problema stia proprio lì, nella grande distribuzione.
Perché compro un pomodoro (tutti uguali, lucidi, perfetti e spesso insapori), e non so che storia c’è dietro.
Non so da dove arriva, chi l’ha coltivato, quali agenti chimici ha utilizzato, quanto ci ha guadagnato lui e quanto tutti gli intermediari (di solito tanti) che ci stanno in mezzo, con quale criterio è stato scelto quel produttore e non un altro. Leggi il resto di questo articolo »

Guida galattica per i gasisti (alle primissime armi)

Diciamo che se siete arrivati fin qui, probabilmente un GAS sapete già che cos’è.
Se non lo sapete, riassumo in due parole qualcosa di molto più articolato, ma per iniziare basterà: un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) è un insieme di persone che si riuniscono per acquistare prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro.
Si tratta di un gruppo solidale, quindi la solidarietà è uno dei principi guida nella scelta di prodotti e fornitori: prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilità di conoscerli direttamente e per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto. Prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando l’ambiente e le condizioni di lavoro.
La scelta dei GAS è l’insieme di tanti piccoli comportamenti che mirano a costruire un’economia diversa.

Adesso la teoria la sapete, ma in pratica, che cosa succede quando si decide di entrare a far parte di un GAS?

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