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Di vecchi paioli e di nuovi siti

Manco da questo blog da un po’.
Non che abbia smesso di cucinare, e nemmeno di fotografare quello che cucino, ma ho smesso di avere il tempo per tradurre il tutto in post… in realtà ho smesso di avere tempo. Punto.
E questo perché sono stata totalmente assorbita da un progetto, a cui ho lavorato negli ultimi mesi ma soprattutto, intensamente, nelle ultime settimane.

Questo progetto si chiama cose(in)utili, ed è un sito di baratto.

Che vi devo dire? Per me, che l’ho realizzato, è fantastico. Ma io sono di parte :)
Traduce in realtà tutto quello in cui credo: la decrescita, il risparmio delle risorse, il riutilizzo, la poesia di ridare nuova vita ad oggetti dimenticati.
E anche quella di conoscersi di più e di scambiarsi tempo e saperi, perché è anche una banca del tempo.
Ha un unico difetto, ma è un difetto transitorio (si spera!): è quasi vuoto. Perché ancora non lo conosce quasi nessuno, solo pochi intimi, gli amici, non l’ho nemmeno ancora “presentato” al mio GAS.
E allora lancio un appello, a te che passi di qui: riempiamolo!! Mettiamo annunci, facciamo circolare ciò che non ci serve più!
E se tu che passi vorrai lasciarmi un commento su cosa ne pensi, la riterrò davvero una cosa preziosa :)

La storia del paiolo che si intravede qui sopra è in questo post.
La polentina di grano saraceno, le verdure e la ricotta tagliata a cubetti e saltata in padella non erano veramente degni di nota, ma facciamo finta di niente ;)

La spezia sospesa


Oggi invece di parlarvi di quello che cucino, vi parlo di come ho sistemato una parte della mia cucina.
Tutto iniziò con l’arrivo di una nuova credenza, pochi giorni prima di Natale. Arrivata lei, ci fu una riorganizzazione generale della dispensa, del pentolame, dei libri di cucina, e tutti gli equilibri e gli incastri da tetris trovati negli anni passati sono stati sconvolti.
Anche voi volete tenere in cucina tutto ciò che avete, convinti che: ma sì, quel rigalimoni sicuramente mi servirà prestissimo!?
E il bello è che se per caso lo spostate in garage, il rigalimoni, insieme ad altra roba apparentemente inutile, davvero vi si presenterà l’occasione di usarlo un paio di giorni dopo, e allora lì non avrete più cuore di abbandonarlo di nuovo.
Comunque, questa  riorganizzazione radicale ha fatto riemergere una quantità di spezie mai vista, sale nero delle Hawaii, pepe rosa, boccettini e boccettini di semi di cumino, e lì ho deciso che le spezie d’ora in avanti sarebbero state tutte rigorosamente a vista. Leggi il resto di questo articolo »

14 dicembre: #leaveamessage


Due post in un solo giorno?
Strano per i miei standard, sarà mica che i figli mi stiano lasciando un po’ troppo tempo libero?
No, non scherziamo. Il tempo me lo ritaglio come le tesserine di un mosaico, tra una poppata e una gara di Hotwheels nel giro della morte… ma di questa iniziativa dovevo parlare perché mi piace troppo, e mi piace troppo chi l’ha proposta, ovvero Chiara di Macheddavvero.
L’ho “conosciuta” qualche mese fa tramite il suo libro, Quello che le mamme non dicono, che ho letto appena avuto il mio secondo bimbo, e ho trovato divertente e leggero, cosa di cui avevo proprio bisogno.
Qualche giorno fa ha lanciato un’iniziativa davvero carina, si tratta di scrivere un bigliettino con una frase positiva, carina, incoraggiante o divertente e lasciarlo in un luogo in cui ha un’altissima probabilità di essere ritrovato. Tutto ciò deve avvenire il 14 di dicembre, dopodomani.
So di non avere moltissimi lettori, ma mi fa piacere contribuire a diffondere l’idea, è un bel modo per spargere energia positiva, che di questi tempi ce n’è bisogno più che mai.

Tutti i dettagli qui, dai dai, pensate e scrivete, e fate sorridere uno sconosciuto! :)

 

Il condizionamento e la torta alle nocciole


Ho appena finito di leggere Il mondo nuovo di Aldous Huxley. O meglio ri-leggere, perché l’avevo già letto ai tempi del liceo.
Un po’ meno famoso di 1984 di Orwell, dipinge una società completamente controllata da un governo di “coordinatori mondiali”. Ma mentre in 1984, il controllo avviene con mezzi coercitivi e violenti, nel mondo nuovo, avviene soprattutto attraverso il condizionamento (ho trovato anche una vignetta molto carina che mette a confronto i due romanzi).
Ogni singolo individuo è condizionato fin da piccolissimo ad amare ciò che è necessario che ami (il proprio lavoro, la propria posizione sociale, gli acquisti che è bene che faccia per far funzionare la società consumistica) e a disprezzare ciò che non fa parte della sua vita, per esempio gli individui delle altre “caste”.
Il condizionamento è il perno su cui l’intera società si basa e avviene in molteplici e svariati  modi, soprattutto associando esperienze gioiose e positive a tutto ciò a cui è legato il proprio destino in società, ed esperienze spiacevoli e talvolta terrificanti a tutto ciò che bisogna considerare estraneo. Cosa c’entra tutto questo con la torta alle nocciole, vi chiederete? Leggi il resto di questo articolo »

Detox

 

-  Buongiorno, mi chiamo Elisa e faccio parte di un GAS
(in coro) Buongiorno Elisa
-  Oggi sono 3 mesi e 4 giorni che non entro in un supermercato
Brava!! (applausi) Brava… (sguardi di ammirazione)

Scherzo, ovviamente, ma da quando faccio parte di un GAS, al supermercato ci vado sempre di meno, e conto di arrivare ad evitarlo, fra un po’.

Sì, perché credo che il problema stia proprio lì, nella grande distribuzione.
Perché compro un pomodoro (tutti uguali, lucidi, perfetti e spesso insapori), e non so che storia c’è dietro.
Non so da dove arriva, chi l’ha coltivato, quali agenti chimici ha utilizzato, quanto ci ha guadagnato lui e quanto tutti gli intermediari (di solito tanti) che ci stanno in mezzo, con quale criterio è stato scelto quel produttore e non un altro. Leggi il resto di questo articolo »